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Perché "De hominis dignitate"?
Vi chiederete perché dare ad una rivista massonica il
titolo dell'opera sicuramente più importante di Pico della Mirandola.
Il Discorso sulla dignità dell'uomo di Pico della Mirandola (1463-1494)
è considerato il «Manifesto del Rinascimento» e dare lo stesso titolo
alla nostra Rivista vuole essere un auspicio affinché si possa
verificare una nuova "Rinascita" dell'uomo moderno, dopo un lungo
periodo di crisi di valori, verso una nuova moralità ed una nuova
concezione etica dell'esistenza.
Scritto nel 1486, contiene infatti l'esaltazione della creatura umana,
come creatura libera e capace di conoscere e dominare la realtà intera.
Ancor più di questo però il Discorso parla del compito della creatura
umana: questa, priva di immagine predeterminata, deve perseguire la
propria compiutezza con un percorso che muove dall'autodisciplina
morale, attraversa la pluralità delle immagini e dei saperi, e tende
alla meta più alta, non rappresentabile. Pico della Mirandola ritiene
che questo paradigma di sviluppo dell'esistenza sia universale, perché
rintracciabile in tutte le tradizioni.
L'interesse attuale del Discorso è proprio nella sua affermazione che
la natura umana, indeterminata e debole di per sé, si realizza e si
identifica attraverso la realtà molteplice delle culture umane: ogni
cultura costituisce una via diversa, ma nella sua essenza, funzione e
struttura, identica. Di qui anche la possibilità della concordia e il
fondamento della pace, tra le culture.
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